Alito cattivo nel cane: cosa significa e come risolverlo in modo sicuro

Alito cattivo nel cane: cosa significa e come risolverlo in modo sicuro
26 gennaio 2026

Alito cattivo nel cane: cosa significa e come risolverlo in modo sicuro

(Tempo di lettura stimato: 5 minuti)

Spesso liquidiamo l’alito cattivo del nostro cane come un semplice fastidio olfattivo o una caratteristica inevitabile dell’animale. In realtà, l’alitosi (questo il termine medico) non è quasi mai solo una questione estetica, ma un vero e proprio indicatore di salute.

Mentre un leggero odore può essere fisiologico dopo i pasti o al risveglio, un alito persistente, pungente o nauseabondo è un campanello d’allarme che il corpo del nostro amico a quattro zampe ci sta inviando. Potrebbe trattarsi di una semplice mancanza di igiene orale, ma in alcuni casi può nascondere patologie che richiedono attenzione.

Come farmacisti specializzati in veterinaria, il nostro obiettivo è aiutarti a distinguere tra una situazione gestibile a casa e una che richiede l’intervento medico, offrendoti soluzioni sicure e scientificamente valide per il benessere del tuo animale.

Perché il cane ha l’alito cattivo? Le cause più comuni

Per risolvere il problema, dobbiamo prima individuarne l’origine. Nella stragrande maggioranza dei casi (circa l’80%), l’alitosi nasce direttamente nella bocca, ma esistono anche cause sistemiche.

-Placca, tartaro e igiene orale insufficiente

Esattamente come per noi umani, anche per i cani la nemica numero uno è la placca batterica. I residui di cibo si depositano sui denti e, interagendo con la saliva e i batteri del cavo orale, formano una patina che col tempo si calcifica diventando tartaro. Il tartaro è poroso e trattiene batteri che producono composti solforati volatili, responsabili del cattivo odore. Se non rimosso, il tartaro può favorire gengiviti e parodontiti.

-Problemi digestivi e intestinali

Meno frequenti dei problemi dentali, ma comunque rilevanti, sono i disturbi gastrici. Una difficoltà nella digestione, un transito intestinale rallentato o un’alterazione della flora batterica (disbiosi) possono generare gas che risalgono attraverso l’esofago, manifestandosi come alitosi.

-Alimentazione scorretta o di bassa qualità

Ciò che il cane mangia influenza direttamente il suo odore. Cibi umidi che si incastrano facilmente tra i denti, snack di bassa qualità ricchi di zuccheri o carboidrati fermentescibili favoriscono la proliferazione batterica. Anche le intolleranze alimentari possono giocare un ruolo chiave.

-Fegato, reni e altre cause sistemiche

In casi più rari, l’alito cattivo può essere sintomo di patologie a carico di reni (spesso l’alito odora di urina o ammoniaca) o fegato. Anche il diabete non controllato può conferire all’alito un odore dolciastro o fruttato. In questi casi, l’alitosi è solo uno dei tanti sintomi e richiede un consulto veterinario tempestivo.

Differenze tra cane adulto, cane anziano e cucciolo

  • Cuccioli: l’alito cattivo è spesso legato al cambio della dentizione. Un lieve sanguinamento gengivale durante la caduta dei denti da latte può essere normale e creare un odore ferroso temporaneo.
  • Adulti: la causa primaria è spesso l’accumulo di tartaro trascurato.
  • Anziani: la ridotta funzionalità degli organi e anni di usura dentale rendono l’alitosi più comune (vedi anche la sezione dedicata sotto).

Alito cattivo nel cane: come capire se viene dallo stomaco

Molti proprietari sono convinti che l’alitosi derivi sempre dallo stomaco, ma come abbiamo visto, la bocca è la prima indiziata. Tuttavia, esistono segnali specifici che puntano all’apparato digerente.

-Segnali tipici dell’alitosi di origine digestiva

Se l’alito cattivo è accompagnato da frequenti eruttazioni, rigurgiti, borborigmi (rumori intestinali) o feci non formate, è più probabile che il problema risieda nell’apparato gastrointestinale.

-Alito che puzza di marcio, pesce o feci: cosa può indicare

L’odore specifico può dare indizi utili:

  • Odore di marcio: spesso indica infezioni orali avanzate, ascessi dentali o necrosi tissutale nel cavo orale.
  • Odore di pesce: può dipendere dall’alimentazione, ma spesso è legato alle ghiandole perianali. Se il cane si lecca la zona perianale, l’odore può trasferirsi alla bocca.
  • Odore di feci: oltre alla coprofagia (ingestione di feci), può essere associato a problemi digestivi importanti o, più raramente, a un blocco intestinale.

-Quando sospettare reflusso o disbiosi intestinale

Se l’alito è acido e il cane mostra disagio dopo i pasti (si lecca le labbra in modo compulsivo, deglutisce a vuoto), potremmo essere di fronte a reflusso gastroesofageo. La disbiosi, cioè lo squilibrio della flora batterica, può invece causare un odore più “pesante” e costante, non legato al singolo pasto.

Alito cattivo nel cane anziano: quando preoccuparsi

Nel cane anziano, le difese immunitarie si riducono e i tessuti gengivali diventano più fragili. L’alitosi nel cane “senior” non va considerata una normale conseguenza della vecchiaia.

Perché è più frequente nei cani anziani

Con l’età, la produzione di saliva (che ha una funzione detergente naturale) può diminuire. Inoltre, anni di accumulo di tartaro non trattato possono creare tasche gengivali profonde dove i batteri proliferano indisturbati.

Campanelli d’allarme da non ignorare

Presta attenzione se il cane anziano:

  • ha difficoltà a masticare crocchette dure;
  • sbava eccessivamente (scialorrea);
  • si strofina il muso contro i mobili o con le zampe;
  • ha un peggioramento rapido dell’alito nel giro di pochi giorni.

Questi segnali possono indicare dolore e infezione attiva, che possono gravare su cuore e reni, organi già delicati nell’animale anziano.

Rimedi “naturali” per l’alito cattivo del cane: cosa funziona davvero

In farmacia promuoviamo un approccio che integri prodotti specifici e buone abitudini. Ecco cosa può funzionare davvero, al di là dei miti.

Igiene orale quotidiana

Non esiste rimedio più efficace dello spazzolamento meccanico. Utilizza uno spazzolino morbido (o ditali in microfibra/silicone) con dentifrici specifici per cani: l’azione meccanica rimuove la placca prima che diventi tartaro.

Probiotici per l’alito cattivo del cane

Integrare la dieta con probiotici veterinari può aiutare a riequilibrare il microbiota non solo intestinale, ma anche orale. I batteri “buoni” contrastano quelli responsabili dei cattivi odori e migliorano la digestione complessiva.

Alimenti e snack utili per ridurre l’alitosi

Esistono alimenti formulati con una texture e una forma studiate per esercitare un’azione abrasiva sul dente durante la masticazione. Alcuni contengono anche polifosfati che “sequestrano” il calcio nella saliva, riducendo la formazione di tartaro. Anche snack naturali essiccati di alta qualità possono contribuire alla pulizia meccanica.

Cosa mettere nell’acqua del cane (e cosa evitare)

Esistono additivi veterinari da aggiungere all’acqua della ciotola: spesso contengono clorexidina a bassissimo dosaggio, zinco o enzimi che contrastano la proliferazione batterica senza alterare troppo il sapore dell’acqua. È una soluzione pratica per i cani che non si lasciano spazzolare.

Rimedi “naturali” pericolosi da evitare

Il “fai da te” in ambito veterinario può essere rischioso. Ecco cosa non fare.

  • Mai usare dentifricio per umani: contiene fluoro (tossico se ingerito) e agenti schiumogeni che possono causare disturbi gastrici.
  • Attenzione ai rimedi della nonna: il prezzemolo in grandi quantità può essere problematico; il bicarbonato può alterare l’equilibrio gastrico e, se strofinato con forza, rovinare lo smalto dentale.
  • Evita prodotti “sugar-free” per umani: gomme, caramelle e alcuni collutori possono contenere xilitolo, estremamente tossico (anche letale) per i cani.

I migliori prodotti per l’alitosi nel cane (approccio da farmacia)

Quando scegli un trattamento, la regola è semplice: la soluzione deve essere guidata dalla causa del problema.

Spray per alito cattivo nel cane: quando usarli

Gli spray orali sono utili per l’effetto immediato e possono contenere sostanze antibatteriche o rinfrescanti adatte all’uso veterinario. Tuttavia, agiscono soprattutto sul sintomo: sono un complemento, non la soluzione definitiva.

Integratori e probiotici veterinari

Le polveri a base di alghe (come l’Ascophyllum nodosum) sono spesso usate in prevenzione: assunte per via orale possono influenzare la composizione della saliva e aiutare a contrastare la formazione di placca e tartaro. I probiotici sono particolarmente utili se l’alitosi è associata a disturbi digestivi.

Prodotti per l’igiene orale quotidiana

Il miglior investimento resta un kit dentale veterinario (spazzolino + pasta enzimatica). Le paste enzimatiche continuano a lavorare sulla placca anche dopo lo spazzolamento, soprattutto se usate con costanza.

Quando l’alito cattivo del cane richiede il veterinario

(Nonostante le cure domestiche, a volte è necessario il camice bianco.)

Segnali di allarme

Se noti escrescenze sulle gengive, denti che dondolano, sangue nella ciotola dell’acqua o sul gioco preferito, la visita è consigliata.

Alitosi associata a perdita di peso, vomito o diarrea

Se l’alito cattivo si accompagna a sintomi come dimagrimento, vomito, aumento della sete (polidipsia) e della minzione (poliuria), potrebbe esserci una patologia sistemica (renale o epatica). In questi casi, l’alitosi è un sintomo secondario e va valutata rapidamente dal veterinario.

Domande frequenti sull’alito cattivo nel cane (FAQ)

-Cosa fare quando il cane ha l’alito cattivo?

Controlla la bocca (corpi estranei, tartaro evidente) e avvia una routine di igiene orale con prodotti specifici. Valuta anche dieta e snack. Se il problema persiste dopo 7–10 giorni di igiene corretta, senti il veterinario.

-Qual è il miglior prodotto per l’alitosi nel cane?

Non esiste un prodotto “magico” valido per tutti. In genere funziona bene la combinazione: igiene orale quotidiana + supporto antiplacca (es. alghe/ingredienti specifici) + probiotici se sono presenti disturbi digestivi.

-Come migliorare l’alito del cane in modo naturale?

Snack duri e sicuri per la masticazione possono aiutare la pulizia meccanica dei denti. Per l’acqua, preferisci solo additivi formulati per uso veterinario. Evita oli essenziali puri e soluzioni “fai da te”.

-L’alito cattivo può dipendere dal fegato?

Sì, ma in genere si associa ad altri sintomi (inappetenza, vomito, letargia, talvolta colorazione giallastra di mucose/occhi). In caso di sospetto, è necessaria valutazione veterinaria.

-È normale che l’alito del cane puzzi di pesce?

Spesso non dipende dai denti. Può essere legato alle ghiandole perianali: se il cane si lecca la zona, l’odore può trasferirsi alla bocca.

Conclusione:

Combattere l’alito cattivo nel cane non significa “coprire l’odore”, ma prendersi cura della salute generale del proprio animale. Una bocca sana è la porta d’ingresso per un corpo sano: batteri orali trascurati possono avere ripercussioni anche su cuore e reni.

Il consiglio più utile è preventivo: abituare il cane fin da cucciolo alla manipolazione della bocca e allo spazzolino è un vero investimento di salute. Per scegliere i prodotti più adatti alle esigenze del tuo cane, chiedi consiglio al farmacista o al veterinario.-

Tag cane alito cattivo salute orale cane veterinaria benessere animale

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